Sentito, non si stampi
Siamo sottoposti a regole deontologiche precise, diffondere quelle frasi voleva dire violarle”. Così i giornalisti hanno giustificato la mancata diffusione della conversazione a Cannes fra Nicolas Sarkozy e Barack Obama, in cui i due apostrofavano in modo molto poco lusinghiero il premier d’Israele, Benjamin Netanyahu. Sarebbe stato bello vedere tanta morigeratezza e prudenza quando in ballo c’erano le telefonate private di Silvio Berlusconi.
11 AGO 20

Siamo sottoposti a regole deontologiche precise, diffondere quelle frasi voleva dire violarle”. Così i giornalisti hanno giustificato la mancata diffusione della conversazione a Cannes fra Nicolas Sarkozy e Barack Obama, in cui i due apostrofavano in modo molto poco lusinghiero il premier d’Israele, Benjamin Netanyahu. Sarebbe stato bello vedere tanta morigeratezza e prudenza quando in ballo c’erano le telefonate private di Silvio Berlusconi. Ieri il maggiore giornale israeliano, Yedioth Ahronoth, ha biasimato “l’incredibile mancanza di copertura giornalistica della vicenda”. “Non posso più vedere Netanyahu”, aveva detto Sarkozy a Obama. “Tu non ne puoi più di lui, io devo trattarci tutti i giorni”, gli aveva replicato il presidente americano.
Nessuno avrebbe dovuto ascoltarli, ma per un disguido tecnico i giornalisti hanno origliato il duetto contro il premier israeliano. A parte un breve riferimento in un blog del Monde, lo scambio di battute su Netanyahu stava per rimanere segreto se non fosse stato per Arrêt sur images. Piani alti di una redazione parigina avrebbero detto: “Ci sono state discussioni fra i giornalisti, che hanno deciso di non far niente”. Dunque la classe giornalistica che ha messo Berlusconi sotto spionaggio, pedinamento, sputtanamento e intercettazione su cose private, quando si è trattato di politica, ovvero dell’inimicizia contro Netanyahu da parte di Sarkozy e Obama, ha deciso di tenere tutto nascosto per “deontologia”. Ecco spiegato perché chiunque sfogli i giornali stranieri, in lingua inglese, francese o tedesca, non incappa mai nelle lenzuolate di origliamenti che tengono banco in Italia da tre anni.
Nessuno avrebbe dovuto ascoltarli, ma per un disguido tecnico i giornalisti hanno origliato il duetto contro il premier israeliano. A parte un breve riferimento in un blog del Monde, lo scambio di battute su Netanyahu stava per rimanere segreto se non fosse stato per Arrêt sur images. Piani alti di una redazione parigina avrebbero detto: “Ci sono state discussioni fra i giornalisti, che hanno deciso di non far niente”. Dunque la classe giornalistica che ha messo Berlusconi sotto spionaggio, pedinamento, sputtanamento e intercettazione su cose private, quando si è trattato di politica, ovvero dell’inimicizia contro Netanyahu da parte di Sarkozy e Obama, ha deciso di tenere tutto nascosto per “deontologia”. Ecco spiegato perché chiunque sfogli i giornali stranieri, in lingua inglese, francese o tedesca, non incappa mai nelle lenzuolate di origliamenti che tengono banco in Italia da tre anni.